TERRECOTTE ARCHITETTONICHE
Fra gli esemplari in esposizione, provenienti dallo scavo di due edifici templari di Privernum, si segnalano antefisse e cimase (cornici traforate) databili fra il III e gli inizi del I secolo a.C. e, soprattutto, esemplari di età augustea che rientrano nella produzione chiamata "Campana" ed offrono un originale repertorio decorativo.
Le terrecotte architettoniche sono degli elementi che, secondo una consuetudine costruttiva adottata fino alla
tarda età repubblicana, servivano a rivestire la complessa orditura di legno che sorreggeva i tetti dei
templi e avevano lo scopo di proteggere le travature dalle intemperie e, nello stesso tempo, di creare un
variegato complesso decorativo.Il disegno ricostruisce l’articolato sistema decorativo di un tempio e mostra un’esemplificazione di come i vari elementi di terracotta venissero posizionati e fissati sull’orditura lignea.
Le terrecotte erano normalmente prodotte a stampo per mezzo di matrici; questo procedimento consentiva la tiratura di elementi tutti uguali, nel numero di volta in volta necessario, e la realizzazione, anche a distanza di tempo, di pezzi che, identici ai precedenti, potessero sostituire quelli deteriorati.
I singoli elementi di rivestimento erano sempre ravvivati da una accesa policromia e potevano essere decorati con motivi floreali o geometrici ma anche con raffigurazioni di divinità o scene mitologiche a volte connesse al culto pratico nell’edificio. - Questo disegno riproduce il sistema decorativo di un tempio di Segni, l'antica Signia, e viene utilizzato per genitle concessione del Museo Archeologico di Segni.
Antefisse
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Antefisse a testa di Sileno
III-II sec. a.C. |
Antefisse con Potnia theròn di tipo arcaistico III-II sec. a.C.
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Antefisse con Potnia theròn di tipo classicistico II-I sec. a.C
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Cimase
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Cornici traforate (cimase) II-I sec. a.C. |
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Lastre "Campana"
Una particolare produzione di terrecotte viene chiamata “Campana” dal nome del marchese Giovanni Campana, proprietario della più cospicua collezione privata di questo genere di rilievi e autore del relativo catalogo pubblicato nel 1842.
Caratteristiche di questa produzione, che fiorisce intorno alla metà del I secolo a.C. e perdura per tutto il I secolo d.C., sono la ricca decorazione figurata e l’impiego di queste lastre non più solo per edifici sacri, ma anche civili, pubblici e privati. Lastre “Campana” si ritrovano spesso nei portici e soprattutto nelle decorazioni degli atrii e dei giardini delle grandi residenze aristocratiche.
Fra le terrecotte di Privernum rientrano in questa produzione alcuni esemplari, provenienti sempre dall’ area templare, che propongono un inedito repertorio decorativo legato al tema dionisiaco e sono pertinenti a sime (lastre verticali connesse alle estremità visibili delle tegole, lungo gli spioventi frontali del tetto) e a lastre di rivestimento di travi.
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Lastre (sime) "Campana" con scena di banchetto dionisiaco età augustea.
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![]() Ricostruzione dell’intera scena figurata che propone un banchetto dionisiaco con due gruppi di satiri e menadi abbracciati separati da un kantharos, ovvero la grande coppa per il vino che è uno degli attributi caratteristici di Dioniso/Bacco. |
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lastra “Campana” utilizzata per rivestire una travatura lignea e decorata con palmette e testine di Bacco fanciullo età augustea. |
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