Il percorso espositivo si snoda su 400 mq e si articola in due piani. Al piano inferiore uno sguardo alle pi ù antiche fasi di vita del territorio: un corredo funerario dell’età del Bronzo
finale, di facies laziale e proveniente dai dintorni di Fossanova, insieme a ceramiche di un abitato dell ’età del ferro raccolte ai margini dell’Amaseno, concretizzano momenti della protostoria mentre reperti di età tardo arcaica e piccoli ma preziosi frammenti di età medio repubblicana individuano gli stadi iniziali della colonizzazione romana e parlano del luogo della città prima della città. Uno stacco fisico e ideale conduce, al piano superiore, a Privernum, nella sua fase di colonia romana. Il percorso è aperto da cittadini privernati: a ritratti in marmo senza nome e a iscrizioni con nomi senza volto, è affidato il compito di evocare la città, nei suoi profondi significati simbolici e nelle sue articolazioni politiche, istituzionali, sociali e materiali.
Fra i personaggi illustri della città emerge anche un importantissimo documento politico: un frammento dei
Fasti Privernati
(un calendario corredato dalla lista di consoli e magistrati romani), che riporta le vicende del 44 a.C., l
’anno in cui fu ucciso C. Giulio Cesare. L'elevato tenore di vita e le aspirazioni culturali delle
aristocrazie cittadine di Privernum riaffiorano attraverso il lusso delle case repubblicane scavate recentemente
all’Area Archeologica e riproposte al Museo in complesse immagini elaborate in computer-grafica che
ricompongono e interpretano i contesti edilizi e ricontestualizzano tutto quel panorama di
mosaici
che sono ormai diventati il simbolo di questa città antica. Gli esemplari figurati, di stampo ellenistico,
policromi e realizzati con una miriade di minuscole tesserine tanto da sembrare delle pitture in pietra, sono
"le eccellenze" del Museo.
Usciti dagli ambienti di rappresentanza delle domus si passa a rappresentazioni di vita quotidiana; innanzitutto
una cucina dove, intorno ad un bancone per la cottura che ripropone quello recentemente scoperto a Privernum,
nella domus della Soglia nilotica, ruotano pentole, tegami, anfore, piatti e bicchieri esposti a portata di mano
e con divertenti e realistici suggerimenti di arte culinaria antica.
A seguire, un excursus tipologico e cronologico di ceramiche da tavola nel
loro alternarsi di mode decorative e contesti produttivi; poi uno sguardo al mondo femminile con gioielli,
oggetti da maquillage e arnesi per filare e tessere tessuti. Gli aspetti più propriamente tecnici dell
’arredo degli edifici sono illustrati dai sistemi di illuminazione, vetri da finestre e lucerne, dall
’approvvigionamento idrico, fistulae e pozzi e dalla produzione laterizia. Insieme a una nutrita campionatura di prodotti per l’edilizia - mattoni, tegole, tubuli, piastrelle, etc., compare la ricostruzione di una porzione di un tetto accompagnata dall’esposizione delle terrecotte architettoniche provenienti da contesti pubblici e privati che introducono la presentazione dei templi forensi della città e del loro apparato decorativo fittile.

L’allestimento del Museo si conclude con un panorama sui marmi: cave, commercio, tecniche di lavorazione
illustrati da frammenti di statue, sculture e elementi di rivestimento parietale e pavimentale.
Il percorso museale continua anche fuori del Museo, nel vicino Centro Didattico polivalente di Santa Chiara dove,
all’interno della bellissima aula seicentesca che in origine era la chiesa di un convento delle Clarisse,
è stato messo in scena il sontuoso decoro restituito dagli ultimi scavi nell’area del teatro di
Privernum:
statue di divinità, di imperatori e, insieme, marmi pregiati, frammenti architettonici e oggetti di lusso.
