Emblema con il "Rapimento di Ganimede"ca 70-50 a.C.
Raffinato riquadro musivo (emblema) realizzato entro una cassetta di pietra inserito, originariamente, nel pavimento di una sala da pranzo della domus della Soglia nilotica di Privernum.
La raffigurazione racconta la leggenda che vuole il giovane Ganimede, "il più bello dei mortali ", rapito da Giove, per l’occasione trasformato in aquila, che lo trasportò sull’ Olimpo per farlo coppiere
alla mensa degli dei. La scena, come "dipinta" da una miriade di minuscole
tesserine di marmo dai più svariati colori, si svolge durante una battuta di caccia sul monte Ida; al centro, in alto, si impone l ’aquila con le ali spiegate che sta trasportando in cielo Ganimede afferrato delicatamente con gli artigli; intorno, un folto gruppo di cacciatori e pastori assistono impotenti e terrorizzati al prodigio tra cavalli impennati e cani che abbaiano.

