PITTURE






Un’eccellenza del Museo è costituita da questo prezioso dipinto che decorava la fronte del basamento dell'altare della basilica altomedievale di Privernum. L'affresco conserva due strati pittorici, quello sottostante fu realizzato nel corso del IX secolo d.C., durante una significativa fase di ristrutturazione dell'area presbiteriale della chiesa e conserva i resti di due figure angeliche di cui si vedono i titoli Michael e An(Gelus) , e parte delle ali.
Lo strato superiore è relativo ad un ulteriore intervento di ristrutturazione e presenta un'immagine di grande interesse iconografico.


Al centro della scena si dispone una rappresentazione della Vergine orante e regina tra due personaggi in vesti sacerdotali. I connotati regali della figura sono enfatizzati dalla presenza dei due arcangeli che le rendono omaggio. I due messaggeri celesti indossano, all’uso bizantino, una sontuosa dalmatica rossa e una pesante fascia gemmata, assai simili a quelle della Vergine; nelle mani stringono i simboli del potere imperiale: l’asta e il globo.
La figura si staglia sul fondo bluastro di una nicchietta ricavata al centro della parete, indossa una lunga tunica rosso scuro impreziosita da un ricamo a losanghe e incrostata di perle. Una pesante fascia gemmata orna lo scollo e la parte centrale della veste. Il capo è cinto da un’ alta corona rettangolare di tipo bizantino, munita di pendilia che scendono sulle spalle.
Ai piedi della Vergine si dispongono due personaggi di non facile identificazione; si tratta probabilmente di ecclesiastici di rango, la figura a sinistra, avvolta in un’ampia casula rossa e con un codice dalla coperta riccamente decorata stretto nelle mani in segno di dono, dovrebbe rappresentare il personaggio più eminente tra i due. Particolare è l’inquadratura rettangolare che ne racchiude il capo: la forma e le dimensioni della cornice sono assai vicine a quelle della tabula, ovvero il nimbo rettangolare che nell’iconografia medievale distingue la raffigurazione dei viventi; il profilo vagamente tridimensionale del riquadro richiama tuttavia una particolare variante di questo attributo che compare tra il IX e il X secolo nelle pitture di scuola beneventana.

E' probabile che si tratti della rappresentazione di un vero e proprio indumento del costume ecclesiastico, l' amitto , una sorta di alto colletto rigido indossato dagli ecclesiastici di rango nel corso di cerimonie particolarmente solenni. Relativamente alla data d’esecuzione del pannello i caratteri stilistico-formali della pittura ne suggeriscono una collocazione tra il X e l’XI secolo.